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Libri

di Francesco Cirillo
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Tutti gli edicolanti son pazzi

Descrizione

L'ultimo ricordo d'infanzia di Francesco Cirillo prima della mia partenza per Roma. alla fine degli anni Cinquanta, è tra i banchi della seconda elementare in una interminabile gara di aritmetica davanti ad un maestro con una vibrante ma bonaria bacchetta di legno. Da allora le nostre strade si sono separate, io mi sono dedicato alla letteratura, lui alla politica. Così. quando mi ha chiesto, dopo i numerosi ma fugaci incontri estivi, di scrivere la prefazione al suo primo libro di racconti, ho accettato con piacere per due motivi fondamentali. Il primo, di carattere scientifico, è la curiosità "critica" per la sua produzione letteraria, l'altro, di tipo sentimentale è il recupero attraverso il mondo in essa evocato, di quello spazio della memoria legato ai "giardini perfetti dell'infanzia". Ed è proprio il clima della provincia colto nella semplicità della vita quotidiana, tra il luccichio marino e le brezze estive, il vento e i temporali invernali, le feste politiche e religiose, ad essere anzitutto "recuperato" nella lettura dei racconti. Quattordici racconti, scritti nell'arco di un ventennio, la cui cifra stilistica è un realismo che sfuma nei toni del grottesco e viene paradossalmente disgregato, come nella letteratura dell'Assurdo, dalla proliferazione degli stessi elementi che lo connotano (l'immagine della folla, in alcuni racconti, diviene la metafora del senso di minaccia che incombe nel mondo contempora- neo). Persino il dato biografico risulta di difficile collocazione in quanto anche la descrizione più precisa di esperienze personali lascia gradualmente posto alla immaginazione creativa. Del tutto autobiografica è, però, la storia che apre la raccolta ("Tutti gli edicolanti sono pazzi") che l'autore sviluppa con uno stile sicuro, brillante e pirotecnico svelando in chiave ironica i più originali e divertenti segreti del mestiere da lui esercitato per molti anni. Ma già ne "La Madonna dei soldi" il dato realistico e biografico viene negato attraverso un surplus lessicale asfissiante che trasforma il tragico in comico , la realtà nella sua parodia. Così in "Darilla" storia inventata del primo sequestro situazionista mai avvenuto", una satira in chiave ironica di un rapimento, il sequestrato è vittima del sistema pubblicitario da lui stesso innescato. Un discorso "politico" presente anche in "Melania" dove si intreccia con storie d'amore che nascono e muoiono, in "Quando applaudivo Misasi", una riflessione sulla raccomandazione come squallido surrogato della ideologia, in "Le sigarette di Don Antonio" (la cui parte più suggestiva è la descrizione dell' atemporalità del cortile di un carcere», ne "II grande circo dell'Unità" in cui la manifestazione politica si confonde con quella circense nel caos di un torrido crepuscolo. Ma il racconto "politico" più riuscito è "Le nozze del Sindaco", una deliziosa favola in cui gli emarginati, i pazzi del villaggio", in un improbabile sodalizio si impadroniscono del paese, semi vuoto per il matrimonio del Sindaco, risolvendo tutti i problemi da anni insoluti in un clima di surrealismo poetico pasoliniano (la risata finale è quella della follia e della verità in contrapposizione all'ottusa ottica del potere). E la poesia diviene sostanza della prosa nell'ampia galleria di tipi umani descritti come Adriana, "la ragazza dai capelli rossi e dagli occhi azzurri un personaggio concreto alla ricerca di un passato ormai scomparso ma anche un sogno nelle noiose giornate invernali di una piccola città di mare.

Altri libri di Francesco Cirillo che trovate in libreria

- Tutti gli edicolanti sono pazzi – Editur Calabria 2004
- Storia di Diamante e Cirella – ed. Il Diogene 2007
- Ladro di storie – ed.Il Diogene 2007
- Guida alla sopravvivenza in Calabria
- Noi sovversivi- ed.Melagrana 2008

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